Editoriale Supplemento al n. #28
Detto altrimenti, «l’IA è figlia di un dio minore, l’umanità, che spesso sa creare più di quanto non sappia poi gestire al meglio» (ibi: 153)2. Si conferma così il rovesciamento del primato dei fini sui mezzi che si è indicato come tipico del paradigma tecnocratico: un gigantesco esattamento, effetto della costruzione di un ambiente AI-friendly «in cui le tecnologie “intelligenti” si trovano a casa come pesci nell’acqua e noi siamo più come dei subacquei. È il mondo che si sta adattando all’IA e non viceversa» (ibi: 155). L’aggravante problematica consiste nel fatto che l’IA...
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