Titolo: Un cielo senza uccelli (Ger 4,25): sarà il futuro del nostro pianeta?
Tipo di pubblicazione: articolo
Anno di pubblicazione: 2026
Autore: Jean Louis Ska
Rivista: IUSVEducation #29
Pagine: 44-59
Data di pubblicazione: aprile 2026
Editore: IUSVE – Istituto Universitario Salesiano
ISSN: 2283-642X
Come citare: Ska, J. L. (2026). Un cielo senza uccelli (Ger 4,25): sarà il futuro del nostro pianeta? IUSVEducation, 29, 44-59. https://www.iusveducation.it/un-cielo-senza-uccelli-ger-425-sara-il-futuro-del-nostro-pianeta/
Paper PDF: IUSVEducation_29_Ska_UN_CIELO_SENZA_UCCELLI.pdf
L’oracolo del profeta Geremia tratta del futuro di Gerusalemme e del regno di Giuda poco prima dell’esilio babilonese. Una catastrofe sta per colpire la regione, cioè la sua conquista da un esercito straniero, il massacro della popolazione, l’incendio e il saccheggio della Città Santa e del suo tempio. Il profeta, tuttavia, va ben oltre e descrive l’evento come una inversione della creazione così come è descritta, ad esempio, in Gn 1,1 – 2,3. Un dettaglio attira l’attenzione del lettore ed è l’uso, in Ger 4,23; di un sintagma che incontriamo per la prima volta in Gn 1,2, tohû wabohû in ebraico, espressione che si traduce in genere con “desolato e deserto”. Sono i soli due usi in tutta la Bibbia di un’espressione che descrive lo stato dell’universo prima della creazione di Dio. Si tratta, quindi, del caos primordiale e, per Geremia, è quello il terri!cante futuro del suo paese.
La descrizione di Geremia è impressionante poiché il caos primordiale si sostituisce al mondo creato. Tutto inizia con un vasto terremoto che scuote monti e colli (4,24). In seguito, scompaiono gli esseri umani, poi gli uccelli del cielo (4,25), e anche il monte Carmelo, spesso descritto come zona boscosa (Is 35,2; Ger 2,7; Am 9,2)1.
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