Titolo: Quale mondo è sostenibile?
Tipo di pubblicazione: articolo
Anno di pubblicazione: 2025
Autore: Michelangelo Bovero
Rivista: IUSVEducation #25
Pagine: 21-28
Data di pubblicazione: aprile 2025
Editore: IUSVE – Istituto Universitario Salesiano
ISSN: 2283-642X
Come citare: Bovero, M. (2025). Quale mondo è sostenibile? IUSVEducation, 25, 21-28. https://www.iusveducation.it/quale-mondo-e-sostenibile/
Parole chiave: individualismo, fratellanza, secessione morale, oppressione, resistenza
Paper PDF: IUSVEducation_25_Bovero_QUALE_MONDO_SOSTENIBILE.pdf
Premessa
Nando Pagnoncelli ci offre il privilegio di riflettere a partire da una informazione corretta, ampia, criticamente avvertita. Insomma, di non parlare a vanvera. Dico privilegio, perché l’uso più pervasivo è proprio quello di parlare a vanvera della realtà sociale, senza conoscerla. Anzi, uno degli aspetti più inquietanti che emergono dalle ricerche di Pagnoncelli è proprio il divario crescente tra la percezione diffusa della realtà sociale, nelle sue molteplici dimensioni, e la realtà stessa. Tuttavia, in questo mio intervento vorrei piuttosto riferirmi al testo della Prolusione che Nando Pagnoncelli ha tenuto il 20 febbraio scorso per l’inaugurazione dell’anno accademico dello IUSVE. Questo testo non è direttamente collegato alla ricerca sul tema della sostenibilità, ma in una certa misura ricomprende anch’essa. Il testo offre una rappresentazione sinottica e un’interpretazione del “clima sociale” pessimista del nostro tempo, di fronte alle “poli-crisi” che lo hanno attraversato negli anni più recenti, e che lo investono in modo travolgente oggi. Io sono un filosofo. Vorrei richiamare l’attenzione sui quadri concettuali più generali di questa ricostruzione, di questa visione e proposta di intellezione del nostro mondo sociale: quadri concettuali che per un verso sono plasmati e costruiti per induzione a partire dai dati di osservazione; per altro verso, guidano e orientano l’osservazione stessa; e che finiscono per assolvere la funzione di categorie trascendentali, di forme entro cui i dati sono accolti, connessi, interpretati, fruiti e risolti in rappresentazioni del reale. Di “ciò che vi è”, direbbe Quine. Specificamente, qui mi interessa l’uso che Pagnoncelli fa della nozione di individualismo; da questa, con un volo pindarico temerario, vorrei passare infine proprio alla nozione problematica di sviluppo sostenibile. Il mio vuol essere il contributo critico, spero costruttivo, di un laico razionalista, nella linea di pensiero che va da Cartesio a Kant a Norberto Bobbio. Chiedo venia una volta per tutte delle semplificazioni argomentative. Ma invito, soprattutto i non filosofi, a non sottovalutare il tipo di argomenti che affronterò: non si tratta di trascurabili questioni di parole.
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Which world is sustainable?
Keywords: individualism, brotherhood, moral secession, oppression, resistance









































