Titolo: Introduzione
Tipo di pubblicazione: articolo
Anno di pubblicazione: 2026
Autore: Matteo Adamoli, Enrico Orsenigo
Rivista: IUSVEducation #28 – Supplemento
Pagine: 16-25
Data di pubblicazione: marzo 2026
Editore: IUSVE – Istituto Universitario Salesiano
ISSN: 2283-642X
Come citare: Adamoli, M., Orsenigo, E. (2026). Introuzione. IUSVEducation, 28 Supplemento, 16-25. https://www.iusveducation.it/introduzione/
Paper PDF: IUSVEducation_28_Special_Issue_Adamoli_Orsenigo_INTRODUZIONE.pdf
Introduzione
L’integrazione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale Generativa negli ambiti quotidiani di vita sta ridefinendo radicalmente le pratiche sociali e i contesti formativi contemporanei. IUSVEducation, rivista interdisciplinare dell’educazione, dedica questo Numero speciale alle trasformazioni indotte dall’Intelligenza Artificiale Generativa, frutto di una call for papers che ha visto la partecipazione di ventuno professionisti tra docenti universitari, ricercatori e insegnanti.
Prima di addentrarci nell’illustrazione delle diverse sezioni e di richiamare sinteticamente i contributi degli autori, è opportuno precisare l’orizzonte che ha orientato la progettazione di questo numero speciale e le tre sezioni specifiche. Esso si proponeva di esplorare l’evoluzione delle dinamiche sociali, dei paradigmi etici e dei contesti educativi e normativi che emergono in risposta alla crescente diffusione dei sistemi di Intelligenza Artificiale Generativa avanzata nei diversi ambiti della società, considerando tanto le opportunità quanto le criticità connesse a tale trasformazione. Questo era l’obiettivo esplicitamente indicato nella call for papers. Alla base di tale proposta, elaborata dalla redazione di IUSVEducation, vi è il quadro teorico che ispira l’identità stessa della rivista: il paradigma dell’ecologia integrale. Tale paradigma ha costituito la chiave interpretativa attraverso cui leggere le trasformazioni in atto, nella convinzione che l’innovazione tecnologica non possa essere compresa isolatamente, ma debba essere collocata entro una visione relazionale e sistemica dell’umano, della società e dell’ambiente. Occorre attivare tutte le risorse a nostra disposizione per confrontarci con la realtà ineludibile di oggi, conseguenza delle nostre stesse scelte. Un modello di sviluppo segnato da un desiderio illimitato di crescita e di consumo, insieme a un esercizio del potere privo, per lungo tempo, del senso del limite, ha prodotto effetti di cui ora avvertiamo con crescente evidenza la portata. In una certa misura, sempre più persone si interrogano sui risultati attorno a noi: sul grido della terra e su quello delle popolazioni che la abitano, comunità di viventi che non comprendono soltanto l’essere umano, ma l’intero ecosistema dei viventi. Anche questo numero cerca di dimostrare il carattere della Rivista, che ha fatto suo, a partire dal paradigma dell’ecologia integrale, un posizionamento chiaro, espresso poi in quel lavoro collettivo che è stato il Manifesto dell’Ecologia Integrale (Biagi, Marchetto 2025). In esso emerge come ogni tema del presente debba essere affrontato attraverso onestà intellettuale, parrhesia, lungimiranza, giustizia ecologica e intergenerazionale: temi centrali del nostro tempo. Sono linee valoriali che servono per «rafforzare il nostro impegno, perché, da un lato, i modelli scientifici non sono soltanto negativi e catastrofici, dall’altro, sentiamo in noi la risonanza dei beni della vita che ci spingono ad agire e che ci spronano a inventare vie inedite, i cui effetti positivi sono destinati ad arrivare nei prossimi decenni»; in questo senso, il punto è chiaro e va nella direzione in cui se saremo capaci di essere pungolo come il tafano socratico, «allora la riflessione teorica non potrà che essere congiunta all’azione: essa stessa sarà azione» (Biagi, Marchetto 2025: 10-11).
Riconoscere tale responsabilità costituisce il primo passo per orientare in modo più consapevole anche il nostro rapporto con le tecnologie emergenti.
Oggi siamo alle prese con le conseguenze della nostra disattenzione, del nostro consegnare le cose della terra al silenzio, come oggetti in un museo, distillate nelle loro forme pure e ordinate dalle categorie della ragione. Ci preoccupiamo per la perdita di habitat, di specie, persino di ghiacciai, mentre la terra si surriscalda. Non dimentichiamoci però che, convertendo la natura in fatti e la conoscenza in interpretazione – in altri termini: interrompendo la conversazione della vita – tutto ciò lo abbiamo già perso. Forse, lo ha già perso anche il mondo (Ingold 2021: 132).
Entrare in una nuova relazione con le macchine che rendono possibile l’utilizzo delle tecnologie ormai presenti nella quotidianità di tutti implica uno sforzo non trascurabile: quello di considerare l’intero quadro nella sua complessità. Ciò richiede l’adozione di una prospettiva ampia, sufficientemente estesa da consentire di superare l’impasse che caratterizza questo terzo decennio del XXI secolo.
Il pensiero di Papa Francesco, a partire dall’enciclica Laudato si’ (LS), ha posto con chiarezza al centro del dibattito contemporaneo l’impossibilità di distinguere nettamente tra crisi sociale e crisi ambientale: le crisi che attraversano il nostro tempo sono, sempre, crisi socio–ambientali, in cui le dimensioni umane, economiche, culturali ed ecologiche risultano profondamente intrecciate.
[…]










































