Titolo: Il valore dell’Ecologia Integrale. La collana ARCA e il suo ruolo al servizio delle discipline e della relazione educativa
Tipo di pubblicazione: articolo
Anno di pubblicazione: 2026
Autore: Enrico Orsenigo
Rivista: IUSVEducation #29
Pagine: 24-43
Data di pubblicazione: aprile 2026
Editore: IUSVE – Istituto Universitario Salesiano
ISSN: 2283-642X
Come citare: Orsenigo, E. (2026). Il valore dell’Ecologia Integrale. La collana ARCA e il suo ruolo al servizio delle discipline e della relazione educativa. IUSVEducation, 29, 24-43. https://www.iusveducation.it/il-valore-dellecologia-integrale-la-collana-arca-e-il-suo-ruolo-al-servizio-delle-discipline-e-della-relazione-educativa/
Paper PDF: IUSVEducation_29_Orsenigo_IL_VALORE_DELL’ECOLOGIA_INTEGRALE.pdf
In questo contesto storico e culturale, segnato da quella che Papa Francesco nella Laudato si’ ha de!nito rapidación (LS, 12), assistiamo al ritorno di fenomeni che non pensavamo potessero riaffiorare con tanta forza anche nel terzo decennio del XXI secolo. Tra questi spicca la tendenza alla retrotopia (2017), termine coniato da Zygmunt Bauman per indicare la ricerca quasi spasmodica di modelli e riferimenti del passato nel tentativo di spiegare – o meglio, di forzare spiegazioni – ai fenomeni del presente. La retrotopia, se da un lato dà l’illusione di fornire soluzioni già pronte, dall’altro rischia di allontanarci dalla reale comprensione di ciò che sta accadendo oggi, nel nostro speci!co contesto.
A questo si aggiunge il superamento di quella che Ivan Illich ha de!nito «seconda soglia di mutazione». Nel suo libro Tools for Conviviality (1973), Illich descrive la «prima soglia di mutazione» come il rapporto di amplificazione tra l’uomo e la macchina: la macchina potenzia le capacità umane, ma resta sempre guidata dall’uomo. La «seconda soglia», invece, segna il passaggio a un rapporto di sostituzione: le macchine, attraverso processi automatici, svolgono non solo compiti meccanici e fisici, ma anche funzioni psichiche e comunicative, senza la mediazione diretta dell’uomo. In questo scenario si innesta anche la questione delle catastrofi ecologiche. Le nuove tecnologie, da un lato, offrono strumenti straordinari per la tutela dell’ambiente e soluzioni mai viste prima (Floridi 2017); dall’altro, contribuiscono esse stesse alla crisi ecologica (Sissa 2024). Gli apparati tecnologici – basti pensare al settore militare o alla crescente domanda di energia e acqua necessaria al funzionamento delle infrastrutture digitali – generano un impatto significativo sugli ecosistemi. I data center, ad esempio, richiedono enormi quantità di risorse per operare, alimentando una spirale in cui le macchine risolvono i compiti che noi imponiamo, ma al prezzo di un consumo insostenibile (Sissa 2024; Fabris, Ambriola 2025; Orsenigo et al. 2025).
Siamo dunque al punto di dover «riconsiderare gli obiettivi, gli effetti, il contesto e i limiti etici di tali attività umane» (LS, 131), L’assenza di alternative è un dato di fatto, come ben evidenzia Elizabeth Kolbert nel suo The Sixth Extinction: An Unnatural History (2014).
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