Titolo: IA come “epochè fenomenologica dell’umano”. Proposta di una “lettura ontologica” nel controluce del pensiero filosofico post-tecnologico di Byung-Chul Han
Tipo di pubblicazione: articolo
Anno di pubblicazione: 2026
Autore: Giovanni Fasoli
Rivista: IUSVEducation #28 – Supplemento
Pagine: 55-72
Data di pubblicazione: marzo 2026
Editore: IUSVE – Istituto Universitario Salesiano
ISSN: 2283-642X
Come citare: Fasoli, G. (2026). IA come “epochè fenomenologica dell’umano”. Proposta di una “lettura ontologica” nel controluce del pensiero filosofico post-tecnologico di Byung-Chul Han. IUSVEducation, 28 Supplemento, 55-72. https://www.iusveducation.it/ia-come-epoche-fenomenologica-dellumano-proposta-di-una-lettura-ontologica-nel-controluce-del-pensiero-filosofico-post-tecnologico-di-byung-chul-han/
Parole chiave: Intelligenza artificiale, epoché fenomenologica, soggettività umana, specchio ontologico
Paper PDF: IUSVEducation_28_Special_Issue_Fasoli_IA_COME_EPOCHÈ_FENOMENOLOGICA_DELL’UMANO.pdf
Abstract
Il presente lavoro propone una rilettura del fenomeno post–digitale “intelligenza artificiale” (IA) attraverso la lente filosofica di Byung-Chul Han, concependo l’IA non come mero strumento tecnologico, ma come epochè involontaria che rivela, per con-trasto, le dimensioni costitutive dell’essere umano. Attraverso un approccio fenomenologico-ermeneutico, si analizza come l’IA, nella sua assenza costitutiva di pathos, operi una riduzione che illumina la specificità antropologica del pensiero umano. L’analisi si concentra sul concetto haniano di “pathos della conoscenza” come categoria interpretativa per comprendere la relazione dialettica tra intelligenza artificiale e soggettività umana. Nella luce del pensiero di Han, l’IA si configura così come specchio ontologico che, nelle sue limitazioni esistenziali, disvela le dimensioni irriducibili dell’umano: il pathos come apertura originaria al mondo, l’eros come forza generativa del pensiero, e la negatività come capacità di trascendimento. La ricerca si basa su una lettura sinottica trasversale del corpus haniano, integrata da esempi empirici e dal confronto con prospettive filosofiche contemporanee. Il viaggio tematico evidenzia come l’IA possa rappresentare un culmine della “crisi dell’interiorità” nella società post-digitale, dove l’efficienza algoritmica tende a surclassare le dimensioni patiche e creative dell’esperienza umana.










































