Titolo: Editoriale
Tipo di pubblicazione: articolo
Anno di pubblicazione: 2025
Autore: Michele Marchetto
Rivista: IUSVEducation #27
Pagine: 4-6
Data di pubblicazione: ottobre 2025
Editore: IUSVE – Istituto Universitario Salesiano
ISSN: 2283-642X
Come citare: Marchetto, M. (2025). Editoriale. IUSVEducation, 27, 4-6. https://www.iusveducation.it/editoriale-27/
Parole chiave:
Paper PDF: IUSVEducation_27_Marchetto_EDITORIALE.pdf
Editoriale:
L’editoriale di questo numero di IUSVEducation sarà diverso dalla consueta riflessione di presentazione degli articoli ospitati nelle pagine successive.
La drammatica situazione che il mondo sta vivendo impone di rivolgere lo sguardo all’umanità ferita e lacerata. Allora, non argomenti in forma di parole, ma parole che attraversino la mente e il cuore, e immagini, che siano emblema della condizione umana, dis-umana, del nostro tempo, al di là delle rappresentazioni, pure struggenti, che descrivono quanto sta accadendo a Gaza o in Ucraina o negli oltre cento conflitti che attraversano il pianeta.
Per questo proponiamo i versi del poeta ebreo Paul Celan, la cui opera è sapientemente raccolta entro la triade Eros (Amore) – Nostos (Ritorno) – Thanatos (Morte), e che, per approdare alla salvezza dell’umano, invita a parlare della desolazione più lacerante con il massimo della verità.
Parla anche tu
Parla anche tu,
parla per ultimo,
di’ il tuo pensiero.
Parla – Ma non dividere
Il sì dal no.
Da’ anche senso al tuo pensiero:
dagli ombra.
Dagli ombra che basti, tanta
quanta tu sai
attorno a te divisa fra
mezzanotte e mezzodì e mezzanotte.
Guàrdati intorno:
vedi come in giro si rivive –
Per la morte! Si rivive!
Dice il vero, chi parla di ombre.
Ma ora si stringe il luogo dove stai:
Adesso dove andrai, spogliato dell’ombre, dove?
Sali. A tasto innàlzati.
Più sottile divieni, quasi altro, più fine!
Più fine: un filo, lungo il quale
vuole scendere, la stella:
per giù nuotare, giù dove essa
si vede brillare: nel mareggiare
di errabonde parole.
Non è più il tempo di stare zitti. Ma di dire, di dire-tutto e dire-il-vero, nella sua cruda essenzialità.









































